Telegrammi per la pace

Torno da una settimana – ritagliata dalle ferie estive – di lavoro volontario alMeeting di Riminicon il desiderio di fare qualcosa in più per la pace(articolo aggiornato 9/3/2026).

La cosa più semplice è rilanciare le storie, le parole, i volti che ho visto e sentito e che mi sono sembrati significativi. In queste storie non troverai chi dice “pace” ma in realtà pensa “sottomissione”. Parlerò di persone che vanno incontro all’altro perché hanno capito che la guerra inizia nel cuore degli uomini.

Settembreinizia con una straordinaria storia di due madri, una palestinese ed una israeliana, che si parlano e si ascoltano. La storia diOttobreè quella dei sopravvissuti alle bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki.Novembreè il mese di Diane Foley, che ha incontrato e perdonato l’assassino di suo figlio. ADicembrescopriamo come i Community Center di AVSI aiutano famiglie e bambini in Ucraina a ritrovare una dimensione di socialità. La storia diFebbraio 2026viene dal Venezuela e parla di ungrande motore di speranza.Marzo 2026, una nuova guerra, la popolazione del Libano in fuga. Ma c’è qualcuno sul posto che si è già attivato perché è già là: Fondazione AVSI.

Continuerò con una storia al mese, che potrai approfondire leggendo la trascrizione dell’incontro oppure guardando le registrazioni video.

Marzo 2026 – il Libano è sotto attacco

Nella notte tra l’1 e il 2 marzo in Libano sono iniziati dei bombardamenti su scala nazionale che non si sono più fermati, interessando i quartieri meridionali della capitale, la valle della Bekaa e diverse aree del Sud del Paese

La situazione umanitaria è gravissima:oltre 90.000 personesono state costrette a lasciare le proprie case (dati al 6 marzo). Le stime sono ancora provvisorie e il numero è destinato ad aumentare.

La popolazione è stremata e sotto shock.

Francesca Lazzari, rappresentante Paese di AVSI in Libano

Oggi la priorità è offrire un luogo sicuro e protezione a chi non ha più una casa. Intere famiglie si riversano per le strade o cercano riparo nelle strutture messe a disposizione dal governo, già sovraffollate. Dei 583 centri di accoglienza collettivi presenti sul territorio, 291 sono già al completo.

Le strade sono congestionate: intere famiglie fuggono, anche nel cuore della notte, verso le aree considerate più sicure, cercando protezione. La situazione è critica e in continua evoluzione. Servono cibo, acqua potabile, materassi, coperte, abiti caldi, kit per l’igiene personale, beni per l’igiene mestruale, articoli per l’infanzia.

Lo staff di Fondazione AVSI nel Paese – tra cui anche colleghi sfollati – si è attivato immediatamente. Nonostante le difficoltà, il 4 marzo hanno avviato la distribuzione di kit igienici e acqua alle famiglie in fuga.

Febbraio 2026 – il filo che unisce Italia e Venezuela

Da vent’anni, c’è un filo che unisce l’Italia al Venezuela: è il gesto semplice di 100 famiglie che sostengono a distanza altrettanti piccoli venezuelani, e con il loro appoggio costante danno loro la possibilità di andare a scuola ed essere accolti in contesti sereni e protetti.

La crisi in Venezuela non inizia ora, ma rischia di aggravarsi con la nuova instabilità generata dagli attacchi statunitensi e dalla caduta di Maduro.

Grazie ai sostenitori italiani, AVSI garantisce servizi che rispondono alle esigenze di base delle famiglie più vulnerabili grazie a un centro medico pediatrico, un centro per cure odontoiatriche, e un centro educativo per seguire i bambini nelle attività extra scolastiche. Questo è ungrande motore di speranzaper chi vive in questa grave crisi.

Dicembre 2025 – In Ucraina, l’incontro è la prima forma di cura dal trauma della guerra

Foto: Fondazione AVSI

La guerra in Ucraina, iniziata a febbraio 2022, ha stravolto la vita di migliaia di persone. Molti edifici, comprese le scuole, sono stati distrutti e i bambini non possono più frequentarle regolarmente. Soprattutto per loro, la guerra e le sue conseguenze rappresentano un trauma profondo, che deve essere affrontato con il supporto di professionisti per evitare ripercussioni sulla loro salute mentale nell’immediato e nel futuro.

Nei Community Center di AVSI, famiglie e bambini ritrovano una dimensione di socialità con il supporto di educatori e psicologi

I Community Center di Fondazione AVSI sono dotati anche di rifugi sotterranei. In caso di attacco, le attività non vengono interrotte ma ci si trasferisce nel rifugio e si cerca di continuare ciò che si stava facendo. È un modo per dire ai bambini che la vita può andare avanti, anche durante la guerra, in modalità diverse rispetto a prima.


Novembre 2025 – Il coraggio del perdono. Una madre

Il giornalista americanoJames Wright Foleyvenne ucciso in Siria dall’ISIS nel 2014. La madre,Diane Foley, decide di incontrare e perdonare l’assassino di suo figlio. Nel telegramma di questo mese rilancio la video registrazione dell’incontro avvenuto il 26/8/2025 al Meeting di Rimini con i protagonisti di questa storia.

Il grande scrittore americano di origine irlandeseColum McCanntorna al Meeting con un’altra storia umana di grande dolore e umanità. Con lui ospiteDiane Foley, una madre americana con un figlio giornalista free-lance in Siria,James Wright Foley, ucciso barbaramente dall’Isis il 19 agosto di 11 anni fa, alla fine di un lungo sequestro durato 24 mesi.


Ottobre 2025 – Sopravvivere alla bomba atomica: la testimonianza degliHibakusha

Il Premio Nobel per la Pace 2024 è stato assegnato all’associazione Nihon Hidankyo, fondata dagli Hibakusha, i sopravvissuti ai bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki. Nell’80° anniversario dallo scoppio della bomba atomica, mentre le minacce nucleari si manifestano nuovamente in relazione a guerre e conflitti, gli Hibakusha continuano a testimoniarci lo sforzo per realizzare un mondo libero dalle armi nucleari e ci mostrano un’autentica esperienza di pace.

Hibakushasignifica, in giapponese, “sopravvissuti alla bomba”. Dopo 80 anni,Toshiyuki Mimaki,dell’Associazione Nihon Hidankyo,premio Nobel per la Pace 2024, continua a testimoniare che

…l’unico desiderio dei sopravvissuti alla bomba atomica è che non vengano creati mai altri sopravvissuti alla bomba atomica. Per farlo dobbiamo eliminare le armi nucleari dalla terra. E noi siamo attivi per questo, non arrendersi mai.

Toshiyuki Mimaki

Leggi la trascrizione oppure guarda la registrazione video dell’incontro tenutosi al Meeting di Rimini lo scorso 25 agosto 2025.


Settembre 2025 – Madri per la pace

In una Terrasanta lacerata dalla più lunga e devastante guerra della sua storia recente, ci sono madri che non hanno gli occhi accecati dalla vendetta e riescono a trasformare il dolore della perdita di un figlio nel conflitto, in un cammino di riconciliazione. In nome del futuro delle giovani generazioni israeliane e palestinesi. Una testimonianza virtuosa che indica come sia decisivo nella mediazione del conflitto israeliano e palestinese il ruolo delle madri e delle donne. Lo dimostra anche la storia disuor Aziza Kidane, per 12 anni in Terrasanta al servizio dei più poveri, infaticabile costruttrice di ponti tra israeliani e palestinesi.

Con la partecipazione diLayla al-Sheik, madre musulmana di Betlemme che ha perso un figlio piccolo, Qusay, nella seconda Intifada edElana Kaminka, israeliana, madre di Yannai, soldato ucciso il 7 ottobre 2023.
Nell’articolo potrai leggere il testo dell’incontro o riguardare la registrazione in streaming.

Foto:Aaron Burden– Pexels.